Abbiamo già discusso del ruolo centrale che l’ergonomia sta assumendo nella filosofia della lean production e abbiamo introdotto una delle sue branche, l’ ergonomia cognitiva, che sta dimostrando un peso determinante nell’applicazione del paradigma produttivo dell’industria 4.0.

Ma in che modo le caratteristiche del nostro corpo e della nostra mente influenzano il benessere e la produttività di un lavoratore?

In questo articolo approfondiremo un aspetto centrale nella risposta a questa domanda. Nello specifico, introdurremo il ruolo dello stress e la sua relazione con la qualità della prestazione sul lavoro. Soprattutto, capiremo come sia possibile favorire il benessere dell’operatore ed una sua migliore produttività intervenendo sulle caratteristiche del contesto di lavoro.

Cos’è lo stress?

Nel linguaggio comune, il termine stress ha assunto una connotazione negativa. Esso però, non ha di per sé nessun valore. Con il termine stress infatti ci si riferisce all’insieme di tutte quelle sollecitazioni che il mondo esterno esercita sull’uomo e la cui soddisfazione comporta un costo a carico delle risorse del suo organismo. Siano esse di natura fisica o cognitiva.

Il valore dello stress quindi non è assoluto, ma dipende dal suo effetto sull’organismo umano.

Come influisce lo stress sul corpo umano?

Per rispondere a questa domanda è necessario considerare che le risorse fisiche e cognitive a disposizione dell’uomo sono limitate, e la loro disponibilità varia a seconda del contesto in cui esso è posto.

Quando ci troviamo in una situazione stressante il nostro organismo è costretto ad investire delle risorse. Questo investimento può essere però più o meno impegnativo a seconda della quantità di energie disponibili in quel preciso momento.

Prendiamo ad esempio un’attività comune come la stesura di una e-mail importante. È facile immaginare come fare ciò immersi nella tranquillità del proprio ufficio possa richiedere uno sforzo minore rispetto a fare lo stesso seduti sugli spalti di uno stadio, magari durante lo svolgimento di una partita. Le energie necessarie per scrivere la e-mail sono le stesse in entrambi i contesti. Nel secondo caso però, a quest’ultime, si sommano quelle che abbiamo bisogno di impegnare per ignorare il trambusto, aumentando così la difficoltà dello sforzo necessario per la scrittura dell’e-mail stessa.  

Inoltre, ogni sforzo di adattamento ad una situazione di stress ha come conseguenza diretta un aumento dell’attività fisiologica dell’organismo (ad esempio: accelerazione del battito cardiaco e della frequenza respiratoria) la cui intensità aumenta con l’entità dello sforzo effettuato.

In altre parole, in presenza di una situazione molto impegnativa (che ci richiede quindi un ingente investimento di risorse), il nostro organismo sarà molto attivato, al contrario, in situazioni per nulla stressanti la nostra attivazione sarà minima.

investimento di risorse

In che modo lo stress è legato alla prestazione degli operatori?

Lo stress incide sulla prestazione proprio a causa del livello di attivazione fisiologica che induce nell’organismo umano. L’attivazione fisiologica è infatti strettamente collegata alla qualità della prestazione.

È ormai condiviso dalla comunità scientifica che, sia livelli di attivazione troppo intensi che livelli troppo ridotti, sono deleteri per la qualità della prestazione di un individuo. Al contrario invece, un livello intermedio di attivazione permette di ottenere una prestazione ottimale.

attivazione ottimale

Rif.: Salvendy, G. (Ed.). (2012). Handbook of human factors and ergonomics (Cap.60, Human factor in manufacturing, pag. 1652). John Wiley & Sons.

Un livello intermedio di attivazione infatti consente all’individuo di essere reattivo agli stimoli esterni grazie ad un adeguata preparazione dell’organismo a dare una risposta agli stimoli esterni. Al contrario, un’attivazione troppo tenue non fornisce un’adeguata preparazione e un eccessivo coinvolgimento fisiologico, riduce la qualità della risposta.

Questo effetto è riscontrabile in qualsiasi attività umana. Sia essa manuale, come la manipolazione di un carico, o intellettuale, come ad esempio l’esecuzione di una complessa sequenza di assemblaggio.

Implicazioni sul design dei processi produttivi

Queste conoscenze ci consentono di stabilire delle strategie per ottimizzare la prestazione dell’operatore.

In primo luogo, è possibile agire sugli elementi del contesto di lavoro come l’ambiente e gli strumenti coinvolti nel processo (come ad esempio gli utensili e le interfacce dei sistemi digitali). La dinamica di utilizzo di questi strumenti comporta di per sé un costo che si somma alle energie necessarie al raggiungimento dell’obiettivo. Riducendo questo costo è possibile ottenere risultati concreti sia in termini di produttività (efficienza ed efficacia) che di benessere dell’operatore.  

In secondo luogo, è necessario bilanciare correttamente il livello di coinvolgimento dell’operatore agendo, per esempio, sull’organizzazione del lavoro nei processi di assemblaggio. In questo modo è possibile garantire all’operatore un ambiente più salutare che gli consenta di esprimere al meglio la sua prestazione.

Leonardo Miglioranzi

Pubblicato da Leonardo Miglioranzi

Leonardo Miglioranzi Post lauream internship in BNP - R&D Ergonomic specialist – Graduate in Applied Cognitive Psychology, specialized in Human Computer Interaction, (UX, usability, augmented reality).