Adattare il contesto di lavoro al lavoratore, questo è l’obiettivo dell’ergonomia.

Le tecniche e i modelli che ne derivano ci permettono di adeguare l’ambiente di lavoro alle caratteristiche del lavoratore stesso, migliorandone la condizione e di conseguenza la sua produttività.

Differenti branche dell’ergonomia hanno come oggetto molteplici aspetti dell’ambiente di lavoro. Tra queste è possibile citare l’ergonomia fisica e l’ergonomia cognitiva.

L’ergonomia cognitiva

L’ergonomia cognitiva ha come oggetto l’applicazione delle conoscenze relative ai processi cognitivi dell’essere umano, come attenzione, emozioni, pensiero e memoria, al processo di sviluppo e progettazione delle dinamiche di interazione tra un operatore e un sistema di elaborazione delle informazioni.

Questa disciplina assume un ruolo primario nel contesto dell’industria 4.0. La sua metamorfosi non ha effetti solo nell’interazione tra le macchine (m2mmachine to machine), ma comporta una trasformazione anche nel rapporto fra l’operatore e la tecnologia stessa.

La quantità delle informazioni disponibili e, di conseguenza, le difficoltà nella loro interpretazione e utilizzo, subiranno un sensibile aumento. Inoltre, il paradigma dell’industria 4.0 si fonda anche sull’integrazione dell’elemento umano all’interno dell’ambiente produttivo digitale. Il quale, grazie alla sua straordinaria flessibilità, integra le componenti tecnologiche del sistema produttivo, assumendo sempre di più il ruolo di controllore di ultima istanza.

La maggiore responsabilizzazione dell’operatore e l’aumento della complessità del contesto produttivo porteranno l’operatore stesso a subire in modo sempre più sensibile gli effetti di dinamiche d’ interazione inadeguate, che possono condurre ad errori, diminuzione della produttività e contribuire, in casi estremi, allo sviluppo di disturbi di lavoro correlati.

La sfida dell’industria 4.0 richiede quindi lo sviluppo di modelli teorici, tecnologici e organizzativi basati sulle più recenti conoscenze acquisite in materia di elaborazione delle informazioni e di soluzioni tecnologiche adeguate a sostenere l’applicazione.

Alcuni campi d’intervento specifici dell’ergonomia cognitiva sono la Human-computer Interaction e la Human Robot Interaction (HRI).

Human computer Interaction

Questo campo di ricerca si focalizza sulle dinamiche di comunicazione tra l’operatore e il computer. L’attuale stato dell’arte dello sviluppo di interfacce utente si fonda su modelli sviluppati grazie alle conoscenze acquisite in quest’ambito, come ad esempio lo User Centered Design (UCD) o i concetti di usabilità e di User Experience (UX).

Nello specifico, l’ UCD è un processo di progettazione e sviluppo focalizzato sui bisogni, i desideri e i limiti dell’utente al fine di massimizzare l’usabilità dell’interfaccia stessa.

L’usabilità, a sua volta, rappresenta il grado di efficienza ed efficacia strumentale di un’interfaccia, ovvero di come essa permetta all’utente di raggiungere il suo obiettivo con un minor impiego di risorse, limitandone al contempo il numero di errori.

Questo aspetto è però associato anche alla somma delle emozioni provate dall’operatore nell’utilizzo dell’interfaccia stessa.

Quest’insieme è definito come User Experience e assume un ruolo centrale nel miglioramento degli aspetti motivazionali dell’interazione con un sistema.

Human robot interaction

L’integrazione dell’elemento umano in un sistema produttivo digitale si traduce sempre di più nell’interazione fra la persona e il robot, come dimostrato anche dal grande interesse per il tema della robotica collaborativa.

Human robot interaction ha come oggetto lo studio delle interazioni tra persone e robot. La comprensione dei processi cognitivi implicati ci permette di adeguare i processi di progettazione e di sviluppo dei sistemi collaborativi alle caratteristiche dell’operatore umano.

Inoltre, queste conoscenze ci consentono di progettare soluzioni e tecnologie che permettono ai robot di cooperare pienamente con gli operatori, comprendendone le intenzioni ad anticipandone le azioni.

In conclusione, i più recenti modelli tecnologici dell’ergonomia applicata ai processi produttivi industriali garantiranno nel prossimo futuro un miglioramento delle condizioni di lavoro dell’operatore sotto l’aspetto fisico e psicologico,  aumentando così l’efficienza e la produttività della linea industriali.

Leonardo Miglioranzi

Pubblicato da Leonardo Miglioranzi

Leonardo Miglioranzi Post lauream internship in BNP - R&D Ergonomic specialist – Graduate in Applied Cognitive Psychology, specialized in Human Computer Interaction, (UX, usability, augmented reality).

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