Uno degli obiettivi dell’integrazione dei principi di ergonomia nei luogo di lavoro è quello di prevenire la possibilità di malattie professionali e infortuni.

Si sa! Molte persone soffrono a causa di condizioni di lavoro non compatibili con le loro caratteristiche. Alcune mansioni pesanti e movimenti ripetitivi che caratterizzano il lavoro industriale affaticano l’operatore, sia dal punto di vista fisico che mentale. Lo espongono a rischi per la salute, con traumi muscoloscheletrici e lesioni da sforzo che potrebbero essere evitati adottando dispositivi ergonomici e strumenti su misura per il lavoratore.

Ma quali sono gli aspetti normativi dell’ergonomia in Italia?

L’ergonomia e la Normativa

Il D. Lgs 81/2008 – Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro – parla dell’ergonomia in rifermento al miglioramento del benessere del lavoratore. Impone “il rispetto dei principi di ergonomia del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e di produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo” (art.15, lett.d).

In particolare, la Noma UNI EN 11228 (parti I,II,II) specifica i requisiti di valutazione del rischio di sovraccarico biomeccanico (movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e traino spinta).

Vediamo adesso, più a fondo, i principi di ergonomia del lavoro e cosa s’intende esattamente per approccio ergonomico.

Ergonomia: dal greco ergon = lavoro, nomos = regola

Cos’è l’ergonomia?

Nei luoghi di lavoro l’ergonomia si occupa di progettare spazi, strumenti e processi in funzione delle capacità specifiche dei lavoratori.

Ripensare un luogo di lavoro con un approccio ergonomico significa ottimizzare l’interazione tra uomo, le macchine e l’ambiente. In questo modo, si prendono in considerazione tutti gli aspetti di organizzazione del lavoro per razionalizzare i processi e gli spazi, allo scopo di migliorare le condizioni di attività e ridurre i fattori di stress psico-fisico delle persone.

uomo vitruviano

uomo vitruviano

Il CIE – Centro Italiano di Ergonomia – definisce l’ergonomia come “una scienza applicata multidisciplinare che si occupa dell’interazione tra l’uomo e il suo ambiente”.

Anche secondo l’International Ergonomics Association, gli ergonomisti devono avere una visione globale della scienza per prendere in considerazione tutti gli ambiti coinvolti.

Come scienza multidisciplinare infatti, trova applicazione in tre principali aree:

  • fisica,
  • cognitiva,
  • organizzativa.

Vediamole nel dettaglio.

Ergonomia fisica

Osserva i compiti che la persona è chiamata ha svolgere nel suo lavoro con attenzione al corpo umano. Guarda gli aspetti fisiologici dell’attività e le caratteristiche anatomiche, antropometriche e biomeccaniche dell’uomo in relazione all’attività fisica richiesta.

Argomenti connessi: posture di lavoro, gestione dei materiali, movimenti ripetitivi, disturbi muscoloscheletrici legati al lavoro, layout sul posto di lavoro, sicurezza e salute.

Ergonomia cognitiva

Considera i processi mentali coinvolti nello svolgimento dei vari compiti: i diversi fattori di stress, l’influenza delle capacità decisionali e il giudizio delle persone. Riguarda la percezione, la memoria, il ragionamento e la risposta motoria, poiché influenzano le interazioni tra le persone e altri elementi di un sistema.

Argomenti connessi: carico di lavoro mentale, processo decisionale, prestazioni qualificate, interazione uomo-computer, affidabilità umana, lo stress da lavoro, la formazione. 

Puoi approfondire maggiormente il tema dell’ergonomia cognitiva in quest’articolo: https://ergonomiainfabbrica.it/ergonomia-cognitiva/

Ergonomia organizzativa

Riguarda sistemi e processi. Considera i tempi e la progettazione del lavoro, anche in relazione ad altre persone che possono essere coinvolte dall’attività. Considera l’ottimizzazione dei sistemi socio-tecnici, comprese le loro strutture organizzative, politiche e processi.

Argomenti connessi: comunicazione e gestione delle risorse del team, progettazione del lavoro, progettazione dei tempi di lavoro, lavoro in team, progettazione partecipata, ergonomia della comunità, lavoro cooperativo, nuovi paradigmi di lavoro, organizzazioni virtuali, telelavoro e gestione della qualità.

Postazioni di lavoro ergonomiche

In sintesi, applicare l’ergonomia ai luoghi di lavoro non significa soltanto adattare le attrezzature da lavoro alle caratteristiche antropometriche e anatomiche dell’individuo, ma vuol dire anche ripensare l’organizzazione per rendere l’ambiente di lavoro a “misura d’uomo”.

Per questo motivo, l’approccio ergonomico dovrebbe entrare in gioco fin dalle fasi iniziali di progettazione di una postazione di lavoro o una linea di produzione.

Se vuoi scoprire com’è una linea di produzione ergonomica realizzata ti invito a leggere questa pubblicazione: https://ergonomiainfabbrica.it/ergonomia-salute-benessere-dei-lavoratori-nelle-linee-industriali/

Pubblicato da Luisa Olivo

Digital Marketing Manager & Inbound Specialist in BNP Srl - Azienda che progetta e realizza soluzioni e componenti ergonomiche avanzate per l'industria manifatturiera.

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