La rapida crescita delle missioni umane per l’esplorazione dello Spazio ed il progressivo aumento dei tempi di permanenza umana a bordo dell’unico (per ora) avamposto, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), hanno favorito il moltiplicarsi degli studi relativi all’abitabilità, al lavoro ed al movimento in ambienti ostili e confinati.

Se pensiamo ad un futuro orientato alla colonizzazione di Marte, i nuovi sistemi per vivere e lavorare dovranno essere più confortevoli e funzionali e porre al centro un nuovo protagonista, anzi, il protagonista dell’era spaziale del terzo millennio: l’essere umano.

Un uomo o una donna che non sarà più solo un astronauta professionista con alle spalle anni di allenamenti e preparazione per la missione, ma anche scienziato, ricercatore, operaio specializzato e persino “turista” non addestrato quindi a fare sacrifici e a vivere in condizioni di continua emergenza, a discapito di un benessere fisico e psichico.

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ha incominciato ad introdurre negli obiettivi strategici dei programmi di ricerca a lungo termine il concetto di comfort, ponendolo sullo stesso piano di altre esigenze consolidate e considerate prioritarie come la salute e la sicurezza degli astronauti.

Lo studio degli human factors, i fattori ergonomici e posturali, uniti alle dinamiche fisiologiche, comportamentali e interpersonali e alle interazioni tra I’uomo e I’ambiente possono fornire strumenti di indagine molto importanti per lo sviluppo di nuovi prodotti e portare a soluzioni in grado di migliorare realmente il livello di benessere dell’intero equipaggio.

Nello scenario appena descritto, il settore spaziale si presenta maturo per accogliere e integrare nelle attività di progettazione e definizione dei requisiti, le specificità del design, che per il suo carattere fortemente interdisciplinare è in grado di coordinare tutti quegli aspetti antropologici, sociologici, sensoriali e percettivi che riguardano le problematiche di interfaccia tra operatore e strumento in relazione all’ambiente circostante.

Un ambiente caratterizzato da condizioni estreme, di cui tre di esse incidono in modo determinante sull’uomo e, di conseguenza, sulle scelte progettuali: la microgravità, il confinamento e le radiazioni.

Compito del design, in questo particolare contesto, è quello di incrementare il comfort e il benessere dell’equipaggio attraverso un approccio User Centered Design (UCD) progettando ambienti, strumenti e attrezzature in grado di facilitare i movimenti umani e migliorare lo svolgimento delle varie attività a vantaggio di una maggiore produttività e qualità della vita che si prevede sarà su nuove stazioni orbitanti, adibite anche ad hotel spaziali o siti di produzione, o sulle prossime basi lunari e marziane.

L’aspetto più interessante ed al contempo intrigante è la trasferibilità e la contaminazione di tali concetti anche in ambito terrestre: si pensi alle innumerevoli similitudini con le piattaforme petrolifere o le miniere ma anche ad ambiti meno ‘ostili’ come il settore navale o l’aeronautico e ovviamente la manifattura in condizioni di possibile rischio fisico-psichico.

La conquista dello Spazio ci sta dando un contributo importante Houston, stiamo riscoprendo lo Spazio come lo disegnò Leonardo da Vinci: con l’uomo al centro!

– Autori –

Anilkumar Dave – Capo Unità, ASI

Annalisa Dominoni – Direttore scientifico di Space Fashion Design, Politecnico di Milano

Benedetto Quaquaro – Direttore tecnico di Space Fashion Design, Politecnico di Milano

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Pubblicato da Anilkumar Dave

Capo Unità - ASI (Agenzia Spaziale Italiana) L’Ente è uno dei più importanti attori mondiali sulla scena della scienza spaziale, delle tecnologie satellitari, dello sviluppo di mezzi per raggiungere ed esplorare il cosmo.

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