In Italia negli ultimi anni stiamo assistendo ad un fenomeno particolare che coinvolge le imprese del settore manifatturiero. Il passaggio da un sistema produttivo “tradizionale” ad uno “digitalizzato“.

Il processo avviato dall’Industria 4.0 in Italia è “una grande onda d’innovazioni combinate”, come lo ha definito Francesco Caizzone, Presidente del Digital Innovation Hub Center Sicilia, “ … che produce un tasso di cambiamenti esponenziali, piuttosto che individuali. Una trasformazione completa non più basata sul contributo individuale, ma su ecosistemi d’innovazione. Il modo di lavorare cambia radicalmente e i cambiamenti sono sempre più veloci. Questa è la sfida epocale dell’Industria 4.0 e la sfida è già cominciata. Non una minaccia ma una grande opportunità  per il tessuto imprenditoriale italiano fortemente basato sulle PMI. Con l’adozione alle nuove tecnologie digitali le imprese potranno rilanciare la loro competitività e rafforzare il Brand del Made in Italy nel mondo. ”

Il “digitale” è quindi la “chiave di volta” per superare blocchi e limiti di produzione dell’impresa e portarsi ad un “livello superiore”, in parole povere per riuscire ad innovare i propri sistemi di produzione e diventare più competitivi.

Imprese 4.0 vs imprese tradizion­ali

Verrebbe da chiedersi, a questo punto, quante imprese in Italia si sono decise al cambiamento, orientandosi alla trasformazione digitale

Una risposta la possiamo trovare valutando i risultati dell’ Indagine Mise-MET, condotta su un campione di circa 23.700 aziende italiane.

Secondo l’indagine le cosiddette imprese “tradizionali”, quelle cioè che non utilizzano tecnologie 4.0 né hanno in mente di farlo in futuro, rappresentano la grande maggioranza della popolazione industriale, l’86,9%.

Solo l’8,4% delle imprese utilizza almeno una delle tecnologie 4.0, come: stampanti 3D, realtà aumentata, nanotecnologie e materiali intelligenti. A questa quota si aggiunge un ulteriore 4,7% di aziende che, anche se non coinvolte attualmente, hanno in programma investimenti specifici nel prossimo futuro.

Ma la tendenza ad aprirsi alle nuove tecnologie aumenta in maniera significativa al crescere delle dimensioni aziendali:

  • al di sopra dei 10 addetti le imprese 4.0 rappresentano il 18,4% del totale delle piccole imprese,
  • tra le aziende tra i 50 e i 249 addetti si raggiunge il 35,5%,
  • per le imprese con almeno 250 addetti arriva fino al 47,1%.

La diffusione delle tecnologie 4.0 è inoltre maggiore nel Centro-Nord (9,2%) rispetto al Sud (6,1%).

Prevale quindi nel tessuto imprenditoriale italiano la tendenza “conservatrice” ?

Forse non è proprio così, guardando ai risultati dell’analisi condotta dall’Osservatorio Mecspe sui primi sei mesi del 2018 per delineare lo scenario industriale italiano. Secondo i dati infatti 8 aziende su 10 credono nella trasformazione digitale e quasi la totalità (9 su 10) ritiene di avere un livello di conoscenza medio-alto rispetto alle opportunità tecnologiche e digitali sul mercato. 

Inoltre, per il 46% degli imprenditori la tecnologia ha un ruolo di primo piano, ma solo se supportata da un’adeguata formazione e da un cambiamento culturale (46%).

Cos’è che frena allora in Italia l’onda d’innovazione della rivoluzione industriale 4.0?

L’ Industria 4.0 e le PMI

Come abbiamo visto, rimangono ancora fuori dalla rivoluzione 4.0 le PMI. Quello che emerge è che molto spesso le imprese non conoscono i reali vantaggi che potrebbero ottenere dall’innovazione dei propri sistemi.

Il primo passo è allora quello di far conoscere i benefici dei progetti di digitalizzazione delle imprese e aiutare gli imprenditori nell’affrontarli in modo corretto.

L’implementazione delle soluzioni dovrebbe iniziare attraverso progetti di piccole dimensioni, dagli investimenti contenuti. Di sicuro, per ottenere progetti di successo è necessaria una corretta predisposizione dei processi e della cultura digitale.

Un mano fondamentale in questo senso viene data dai Competence Center distribuiti nel territorio nazionale, luoghi di aggregazione di università, centri di ricerca e imprese.  Questi poli di sviluppo dell’eccellenza dell’Industria 4.0 svolgono servizi utili alla diffusione della cultura digitale per le imprese italiane:

  • orientamento, di particolare supporto per le PMI;
  • formazione, con l’obiettivo di promuovere e diffondere le competenze relative all’Industria 4.0;
  • attuazione di iniziative e progetti d’innovazione rivolti alla trasformazione digitale, alla ricerca e sviluppo e all’innovazione del tessuto imprenditoriale.

La sfida 4.0 è già iniziata

Le basi per uno sviluppo dell’ Industria 4.0, IoT, Intelligenza artificiale ci sono, ma è nella consapevolezza di ciascuno cogliere questa possibilità contribuendo a determinare le direzioni di sviluppo delle imprese di questo Paese.

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Pubblicato da Luisa Olivo

Digital Marketing Manager & Inbound Specialist in BNP Srl - Azienda che progetta e realizza soluzioni e componenti ergonomiche avanzate per l'industria manifatturiera.

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